Sentieri #11 il nuovo progetto artistico di Podere Sapaio
Articolo della rivista Oinos – Vivere DiVino – Dicembre 2023
Massimo Piccin, owner di Podere Sapaio, la prestigiosa azienda vitivinicola di Bolgheri, è ormai risaputo essere un viticoltore dall’animo eclettico e curioso, che da sempre ama allargare le proprie collaborazioni al di fuori del mondo del vino, spaziando in diversi ambiti artistici e seguendo spesso sentieri poco conosciuti. Lo ha fatto in primis con la scrittrice e poetessa Laura Pugno, musa ispiratrice da tempo nei vari progetti intrapresi da Podere Sapaio, come il progetto editoriale “Affondi. Emersioni in profondità” realizzato nel 2023 in collaborazione con il fotografo Alan Chies. Questa volta l’ingegnere veneto, innamorato del vino e della Toscana, ha scelto di celebrare la ventesima vendemmia della sua azienda aprendo le porte all’arte performativa, con un progetto davvero speciale o, come ama definirlo lui, con un nuovo progetto “utopico”. Nasce così Sentieri #11, un’opera teatrale site-specific realizzata ad-hoc dalla compagnia teatrale Azul e ambientata al Paradiso dei Conigli, la vigna in cui Piccin produce ansonica sull’Isola del Giglio.

Ma partiamo dall’inizio. “Sentieri” è un progetto indipendente ideato da Serena Gatti e Raffaele Natale della compagnia Azul, in cui l’arte performativa entra in luoghi abbandonati, chiusi e dimenticati e ne fa il set della propria ricerca. In “Sentieri” lo spazio diventa l’ispirazione del processo artistico e il protagonista dell’opera. Il progetto mira a valorizzare l’identità del luogo, il patrimonio che lì e solo lì può esserci, in controtendenza con una diffusa omologazione.
Così è accaduto sull’ Isola del Giglio, nella vigna di Massimo Piccin, dove è nata l’ultima edizione di Sentieri, Sentieri#11, andata in scena per la prima volta nell’ottobre 2023.
“La scrittrice Laura Pugno ci ha fatto incontrare con Massimo Piccin” racconta Serena Gatti di Azul: “L’intesa è stata subito intensa. Come lui ha riscoperto e riportato in vita una vigna, così noi riscopriamo i luoghi con l’arte performativa. É raro trovare lo sguardo, l’accoglienza e la cura che abbiamo trovato in questo caso. Sentieri #11 è nato in seguito a una residenza in situ di circa 10 giorni che ha coinvolto oltre a me altri tre performer: Raffaele Natale, Stefano Pozzuoli e Concetta Cariello. Abbiamo composto una drammaturgia ad hoc e il libro “Affondi. Emersioni in profondità” ci è stato di guida. “
Proprio da questa sua unicità progettuale, proprio per la simbiosi tra opera e spazio che non può e non vuole essere riadattata altrove, nasce successivamente l’idea di trasformare la performance teatrale in opera di video-arte, fruibile ad un pubblico più vasto.

Ma partiamo dall’inizio. “Sentieri” è un progetto indipendente ideato da Serena Gatti e Raffaele Natale della compagnia Azul, in cui l’arte performativa entra in luoghi abbandonati, chiusi e dimenticati e ne fa il set della propria ricerca. In “Sentieri” lo spazio diventa l’ispirazione del processo artistico e il protagonista dell’opera. Il progetto mira a valorizzare l’identità del luogo, il patrimonio che lì e solo lì può esserci, in controtendenza con una diffusa omologazione.
Così è accaduto sull’ Isola del Giglio, nella vigna di Massimo Piccin, dove è nata l’ultima edizione di Sentieri, Sentieri#11, andata in scena per la prima volta nell’ottobre 2023.
“La scrittrice Laura Pugno ci ha fatto incontrare con Massimo Piccin” racconta Serena Gatti di Azul: “L’intesa è stata subito intensa. Come lui ha riscoperto e riportato in vita una vigna, così noi riscopriamo i luoghi con l’arte performativa. É raro trovare lo sguardo, l’accoglienza e la cura che abbiamo trovato in questo caso. Sentieri #11 è nato in seguito a una residenza in situ di circa 10 giorni che ha coinvolto oltre a me altri tre performer: Raffaele Natale, Stefano Pozzuoli e Concetta Cariello. Abbiamo composto una drammaturgia ad hoc e il libro “Affondi. Emersioni in profondità” ci è stato di guida. “
Proprio da questa sua unicità progettuale, proprio per la simbiosi tra opera e spazio che non può e non vuole essere riadattata altrove, nasce successivamente l’idea di trasformare la performance teatrale in opera di video-arte, fruibile ad un pubblico più vasto.
“Chi conosce un po’ il Giglio, può capire la difficoltà non solo di realizzare eventi in alcuni luoghi dell’Isola, ma anche compiere semplici attività quotidiane. La mia vigna “Le Secche”, situata a picco sul mare, continua Massimo Piccin, è per me un luogo unico, quasi spirituale, ma sicuramente non facile da raggiungere. Lo si può incontrare solo dopo aver percorso un lungo sentiero a piedi, immergendosi completamente nella macchia mediterranea. Anche le attività quotidiane di cura della vigna non sono semplici, figuriamoci realizzare performance teatrali e soprattutto ripeterle e renderle fruibili a un pubblico più vasto. Restava quindi da chiedersi se considerare Sentieri #11 un progetto irripetibile, fine a sé stesso e chiudere così l’esperienza, o se farlo conoscere in altro modo. Io, che ho avuto subito un colpo di fulmine per Sentieri #11 ho scelto la seconda. Volevo che tutti potessero vivere le emozioni di quel racconto, volevo che la vigna del Paradiso dei Conigli diventasse parte di qualcosa che va oltre il mondo del vino.”
Sentieri #11 diventa così video-arte. 22 minuti di progressiva “emersione” per una drammaturgia che non procede su un territorio narrativo, ma evocativo, dove la questione è cercare di far emergere e tradurre le suggestioni che nascono dalla relazione col paesaggio, dall’abitarlo, dal mettersi in ascolto.
Per la “prima” proiezione di Sentieri #11 ancora una volta si è scelta la suggestiva cornice di Palazzo Strozzi (Firenze) di cui Podere Sapaio è da anni partner. Il 22 novembre scorso, è andato in scena “Atlantide” l’evento riservato a una stretta cerchia di ospiti e ispirato anche questa volta alla poesia che la scrittrice Laura Pugno ha donato a Podere Sapaio dopo aver personalmente visitato la vigna al Giglio.

Una serata ricca di suggestioni in cui arte, vino e cucina, hanno dialogato in modo armonico e immersivo. Accolti nel cortile rinascimentale dall’installazione “Shy Society” del duo olandese DRIFT, gli ospiti sono stati immediatamente catapultati in un palcoscenico dove arte e natura si fondono. Dopo aver assistito alla performance Sentieri #11 hanno potuto degustare i rossi bolgheresi prodotti da Podere Sapaio, Sapaio 2020 e Volpolo 2022, oltre che Le Secche 2022, l’ansonica dell’Isola del Giglio, accompagnati dai piatti esclusivi di uno Chef d’eccezione, lo stellato Vito Mollica, guida del Ristorante Atto di Palazzo Portinari. Lo Chef di origini lucane, ha creato un menù degustazione ad hoc dedicato ai vini di Podere Sapaio. In particolare per il pairing di Le Secche, ha ideato due piatti di grande armonia e forti contrasti: Minestra etrusca con baccala sfogliato e Risotto ai carciofi, zucca e porcini. Il connubio perfetto per sostenere la freschezza e l’acidità dell’ansonica gigliese.
All’evento hanno partecipato ospiti che spaziavano dal mondo del vino a quello della gastronomia, dal cinema alla musica: l’enologo Carlo Ferrini, gli Chef Ariel Hagen e Rocco De Santis, l’attrice statunitense Debi Mazar, il cantautore Enrico Nigiotti, solo per citarne alcuni. E vi sono stati inoltre gli interventi, oltre che della scrittrice Laura Pugno e dei protagonisti del video, anche dello stesso curatore di Palazzo Strozzi Arturo Galansino e del “filosofo del vino” e autore del blog “Natura delle Cose” Gaetano Saccoccio.
Non è stata dunque solo una serata d’arte, vino e cucina, ma qualcosa di più. Attraverso il suo stile e il suo essere visionario, Piccin con l’evento Atlantide, ha regalato al pubblico una vera esperienza “utopica”, metafora di una nuova visione del rapporto fra uomo-natura, fatta di connessioni, sguardi, fusioni e rispetto reciproco.


Partner dell’evento: Andrea Felici Winery, Le Marchesine, Lyra Wine
Le Secche 2022- Ansonica del Paradiso dei Conigli (Podere Sapaio)
“Varietale inconfondibile, l’annata 2022 delle Secche presenta profumi di albicocca e pesca gialla disidratate, spezie profumate, lavanda. Complessivamente risulta un vino dal naso imponente a livello aromatico con richiami di erica, corbezzolo, ciclamino. Secco al palato è rigido, come si suole ad un vino di scoglio, ma con una buona progressione e un giusto ritmo. Minerale e sapido […]
700 bottiglie per un vino “utopico”, che prevede unicamente una coltivazione manuale e naturale, così come naturale è la vinificazione. La maturazione avviene in Cliver di ceramica per circa un anno e 12 mesi di affinamento in bottiglia.”
Divina Vitale – Giornalista del Gambero Rosso
